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La Coppa Italia viene prima di un derby, almeno quando si tratta del campionato Primavera. E così l’attesissima stracittadina che doveva andare in scena sabato prossimo a Vinovo e che certamente si presentava come sfida più equilibrata rispetto a quella d’andata nella quale non c’era stata sostanzialmente partita è stata rinviata a data da destinarsi, perché venerdì 24, sempre in casa della Juve, verrà recuperata la semifinale di ritorno della Coppa Italia tra i bianconeri e la Fiorentina.
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Il Torino ed Urbano Cairo in primis punteranno sulla continuità per gettare le basi di un futuro solido e meno a rischio in Serie A. Per questo motivo dovranno essere discusse molti prestiti e comproprietà in auge tra la maggioranza dei giocatori che stanno portando alla promozione il Toro. Situazioni delicate che diranno molto sulle reali intenzioni e possibilità economiche dell'imprenditore alessandrino. In attesa di conoscere la sorte dei tesserati, il Toro si guarda anche intorno e Giampiero Ventura ha e presso un alto indice di gradimento per alcuni giocatori.
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La serata trionfale contro la Sampdoria ha riacceso la passione dei tifosi, che si sono riversati numerosi sul campo d'allenamento della squadra allenata da Giampiero Ventura. La rosa granata è tornata a lavorare dopo la prova di carattere coni blucerchiati e il tempo delle celebrazioni è già finito. Torello di riscaldamento per la truppa ad eccezione di Morello, Parisi e Stevanovic che raggiungono la squadra dopo alcuni controlli per i vari acciacchi.
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Non ha mai avuto troppi peli sulla lingua e non ha mai avuto paura di dire le cose che pensa. Zdenek Zeman è questo, che piaccia o meno. Una persona limpida, trasparente, che in 33 anni di carriera non ha mai smesso di dire le cose in faccia senza badare troppo alla forma e a chi aveva davanti. Un personaggio scomodo nel mondo del calcio, quasi al limite dell’antipatico.
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Sedici presenze e un addio. Ecco perché Alessandro Budel la stagione passata è arrivato a Torino con molte speranze (anche dei tifosi) ma tutto sommato ha chiuso con pochi rimpianti. Oggi che, come nella gara d’andata, vive da ex al quotidiano ‘Brescia Oggi’ confessa la sua attesa: “Non sono emozionato per dover affrontare una squadra nella quale ho giocato quanto piuttosto perché rappresenta una gara importante, visto che vincere ci proietterebbe a soli tre punti dalla zona playoff”.
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Aveva una voglia matta di tornare a fare quello che ha fatto per due terzi della sua vita: stare su un campo da calcio e vedere un pallone che rotola. E ora che è riuscito a tornare ad allenare in serie A dopo aver conquistato la vittoria più bella della sua vita, non vede l’ora di parlare di tutto e di tutti. Emiliano Mondonico è tornato finalmente a vivere dopo aver sconfitto il cancro ed è rinato. Sembra un bambino che per la prima volta vede i colori del Mondo ed è un bimbo contentissimo di vedere il “suo” Toro veleggiare in acque più che tranquille.
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Il Toro non è in vetta alla classifica di serie B per caso. Sta dominando il campionato dalla settima giornata e, a parte qualche settimana di normalissima flessione, è sempre rimasto lassù a guardare tutti dall’alto verso il basso. Le fondamenta del Torino che verrà si stanno solidificando sempre di più, la palla frulla in ogni parte del campo, la squadra è tornata ad essere un gruppo unito, gioca da squadra e sono riapparse sia la grinta che la voglia di dare tutto quello che si ha in campo fino all’ultimo secondo.
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