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Il ritorno in A del Toro ha spezzato un incantesimo in cui i tifosi granata erano intrappolati da tre anni. Un incubo, davvero un incubo. Tornare nella massima serie significa tante cose, organizzare trasferte a Milano, Genova, Roma, Firenze, altro che 'ho solo un dubbio ma dove c…. è Gubbio', difendere il fortino Delle Alpi al cospetto dei grandi del calcio italiano, un po' impoverito è vero, ma sempre di supercalciatori come Milito, Totti, Cavani stiamo parlando.

 

Bisogna dirlo chiaro e forte, perché l'identità in una città, data la tradizionale rivalità che esiste tra Juve e Toro, va preservata e affermata appena possibile, per non dire sempre. Il quotidiano Tuttosport ha impaginato e presentato ai suoi lettori un bell'articolo in cui dimostra con i numeri la brillantezza delle due squadre piemontesi in questo momento storico del Campionato italiano, tra poche giornate presumibilmente non ci sarà più paragone visto che difficilmente il Toro lotterà per lo scudetto e soffrirà con avversarie più blasonate, anche se sognare non costa nulla e speriamo tutti che questo articolo del quotidiano torinese possa essere riportato all'onore della cronaca ogni santissimo lunedì.

 

C'è poco da fare, vedi il Toro in A e muori, ma non siamo a Napoli. Siamo a Torino, all'Olimpico e quello che va in scena non è più misero spettacolo da serie cadetta, bensì calcio giocato, e io non sono facile alle esaltazioni, ma abbiamo giocato a pallone e come diretta conseguenza abbiamo vinto tre a zero, spadroneggiando in lungo e in largo contro una modesta rivale, azzoppata da una frettolosa ma giusta espulsione.

 

Dopo i tormenti della B rivediamo la luce in quel di Siena. Così verrebbe da dire considerando che i tre punti messi in palio valgono per la classifica di Serie A, ma c'è un ma, perché l'arroccamento dei toscani, che partono dalla curva prima del rettilineo di partenza causa le note vicende delle scommesse, tutto lasciano immaginare tranne che essere nella massima serie. Difese, e centrocampisti e attaccanti, che si rintanano tutti nella propria metà campo ne abbiamo visti a bizzeffe in questi anni di ennesimo purgatorio e, bè, ecco poi c'è da dire che vedere Glik, a prescindere anche se fosse un top player, non ti fa sentire nell'etile del calcio. Il buon testone polacco ha regalato una prestazione maiuscola e senza sbavatura alcuna, ma resta uno di quei giocatori che mai potrà far dormire sogni tranquilli a noi tifosi.

 

Un Urlo Per il Capitano e non poterci essere. Causa improrogabili impegni lavorativi, non ho potuto aggregarmi alle persone che oggi alla Sisport hanno manifestato per il nostro Rolandone, Rolandinho, Rolly, Capitano e chi più ne ha più ne metta. Quindi l'urlo per il capitano lo grido da qua. Grazie Rolando per ogni singolo momento con noi, sei stato adorabile persino in quel famoso Toro Lazio: solo le persone totali come te riescono a farsi odiare così intensamente come è successo quel giorno. Io ero di quelli che si chiedeva con che faccia avresti avuto il coraggio di presentarti a Torino dopo una figura da 'piciu' così grandiosa. La tua presentazione non mi aveva convinto, eri vestito troppo da ragazzotto dabbene. Poi, si sà, noi tifosi siamo volubili, ma io devo anche ammettere che ho sempre avuto un debole per te, mi ricordo il primo gol con il Cagliari, mi sembra di testa, non ricordo precisamente ma pare fosse il tuo esordio in A o almeno una prima di qualcosa.

 
Inferno Granata: No a Maxi Lopez
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Il tifoso è in trepidazione per l'arrivo di Maxi Lopez? Che plachi i bollenti spiriti, primo perché l'operazione è di quelle che più complicate non si potrebbe, secondo perché per l'argentino il Toro è una soluzione di ripiego. Chi scrive ha vissuto dalla Maratona ogni annata del Toro negli ultimi ventitré anni, con alcune annate da non abbonato e per la tessera del tifoso da non fare assolutamente e per mancanza di pecunie, un periodo abbastanza lungo da saper discernere tra calciatori che danno l'anima in campo, ergo si rivelano un ottimo investimento per la società, e altri che arrivano corricchiando per il campo in cerca più dei quadrifogli che dei gol decisivi. L'ex attaccante del Milan è forte, fortissimo, questo sia chiaro non lo metto in discussione, se si riuscisse a comporre una coppia con Bianchi sarebbe tanta roba, ma la vedo dura, perché l'investimento per l'argentino prevederebbe un sacrificio, e tra Bianchi e Ogbonna scelgo Bianchi, giusto perché so che non andrebbe alla Juve, infatti tratta con West Ham e Fiorentina che sono gemellate con noi, quando si dice attaccamento alla maglia.

 

Il Toro arriva a pochi giorni del raduno senza un nome nuovo nella rosa. La discesa in campo di Urbano Cairo di ieri e oggi non è realmente tale visto che all'ordine del giorno c'era anche la riunione di Lega, in cui il mai banale Aurelio De Laurentiis se l'è presa e non poco per l'invadenza dei giornalisti sportivi nelle trattative di calciomercato. Come tifosi abbiamo il dovere di stare vicino alla squadra, e tutti non vediamo l'ora che finiscano le chiacchiere di mercato per tornare a pensare solamente alla quotidianità, gli allenamenti, i giocatori da recuperare alla causa e il biglietto da fare per la domenica.

 
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