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In estate, il Torino non ha creduto alle potenzialità di Pontus Jansson, o meglio, non ha creduto alla sua tenuta atletica vista la giovane età ed i troppi infortuni che ne hanno condizionato la permanenza sotto la Mole. Poi la cessione in prestito al Leeds United, formazione inglese che disputa il campionato cadetto, con cui le cose sono andate molto diversamente.

Jansson si è dimostrato difensore affidabile, solido, pericoloso anche in fase realizzativa, confermandosi tra i titolari pure nella nazionale svedese. Il problema non è stata la cessione, ma clausola che, raggiunto un numero "legale" di partite disputate, trasferiva automaticamente il cartellino del calciatore alla società britannica. Le venti partite sono state disputate (nel complesso se ne conteranno trentaquattro solo in Championship). Fin qui tutto bene, i problemi giungono in merito al pagamento: il Torino pretendeva l'arrivo dei soldi subito (si tratta di quattro milioni duecentomila euro), al raggiungimento di tale bonus, il Leeds, di contro, asserisce che il pagamento dovrà avvenire al termine della stagione. Ma perché il Toro spinge per anticipare i tempi? La risposta risiede nella situazione societaria dei Peacocks, attualmente di proprietà a pari quote di Cellino e Radrizzani ed in procinto di passare totalmente a quest'ultimo al termine della stagione. I granata vogliono evitare che tale "rivoluzione" interna possa creare problemi di natura economica. Non essendoci dettagli su tutte le clausole del contratto, la società di via dell'Arcivescovado si è rivolta all'arbitrato della Fifa.

 

Commenti  

 
#2 Maverick86 2017-05-14 12:00
Questi non hanno capito cosa succede se non paghi a Cairo ogni singolo centesimo ahahahah
 
 
#1 tric 2017-05-14 08:33
Riportiamolo a casa!
 
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